Treni stenopeici a Casal Bertone

Siamo a Casal Bertone (Roma) nelle ex Officine di Riparazione treni notte RSI, ex-opificio industriale dismesso che da qualche anno ospita il progetto OZ Officine Zero. È una splendida giornata primaverile romana, se non fosse per la nevicata di infiorescenze dei pioppi che popolano la zona, rendendo il paesaggio soffice e surreale, quasi fiabesco. Una roba così, per intenderci…

officine-zero-casal bertone

Entrando nel capannone principale ci aspetta un potpourri vintage costituito da lavori di recupero e di artigianato, sedie, divani, armadi, marchingegni di oscura provenienza.
Scopriamo quindi che una community di designer ed artigiani vi ha stabilito il proprio laboratorio e la propria vetrina (mi dicono che gli oggetti sono in vendita). Puoi anche andare lì e chiedere un restyling, ad esempio della poltrona di tua nonna, oppure scegliere di partire da quella della nonna di qualcunaltro.

Provano a resistere da chi li vorrebbe fuori di lì, magari per costruirci palazzi o centri commerciali, lottano ed intanto lavorano, e con buoni risultati direi.

Hanno fatto della rigenerazione urbana e della condivisione delle conoscenze la loro lodabile mission e tutti speriamo che possano portarla avanti ancora per molto tempo.

Ad oggi i lavoratori attivi sono una cinquantina, ma il loro obiettivo sarebbe di arrivare a 200, un bel numero, per dimostrare che in Italia si possono ancora fare buone azioni “dal basso” e che l’artigianato fa bene: all’ambiente perchè ha pochi scarti, al territorio perchè crea scambio con la comunità e impedisce che il luogo sia abbandonato al degrado.

Officine Zero vuole essere, oltre che laboratorio artistico, anche uno spazio coworking, dove ospitare di volta in volta nuove realtà che possano contribuire alla crescita del progetto.

fotografia-stenopeica roma

Tornando alla nostra visita, l’evento del giorno è PINHOLEDAY17, una mostra/workshop sulla fotografia stenopeica, ideata da Riscarti, associazione attiva nel mondo del riciclo, e curata dal collettivo Pigments. Troviamo infatti su una poltrona una mega-macchina-stenopeica pronta ad immortalare i passanti immersi in quel set naturale che è il capannone stesso, pieno ancora di attrezzi del mestiere, macchinari che manco blade runner, assali di treni e quant’altro possa servire ad un officina di riparazione ferroviaria.

Tutto è organizzato per far capire ai numerosi visitatori che hanno invaso le Officine Zero il funzionamento della fotografia stenopeica, dalla costruzione di fotocamere artigianali alla creazione in un vagone di una camera oscura per lo sviluppo, da una mostra fotografica fino ad una vera e propria camera oscura allestita in un’altra carrozza all’esterno, oscurata totalmente e dove è stato praticato un piccolo foro per far entrare la luce e le immagini dall’esterno. Le persone potevano entrare in questo vagone e dopo qualche minuto di attesa per far abituare gli occhi al buio, ecco comparire sul telo, posizionato sul lato opposto, le immagini provenienti dal forellino.
Ci si trovava esattamente all’interno di una vera e propria fotocamera!!!

Ed è incredibile come ci si torni a stupire come dei bambini o come i primi che assistevano a questi spettacoli. Le immagini appaiono al contrario sia sull’asse verticale che su quello orizzontale, i colori appena accennati: ha dato spunto a tutti nel fare domande sui principi di ottica.

Riportiamo qui il comunicato sulla fotografia stenopeica rilasciato dal Collettivo Pigments.

Falegnami, fabbri, tappezzieri, upcycler, designer e artigiani di varia natura, coloro che vivono l’area quotidianamente, una sorta di approccio creativo alla precarietà, vi aspettano in Via Umberto Partini per illustrarvi da vicino il loro impegno nel recupero di quelle periferie altrimenti lasciate in stato di totale abbandono. Vale sicuramente una visita!