Lust and Sound in West Berlin

B-Movie: Lust and Sound in West Berlin 1979-1989 per l’esattezza.

Per fortuna che c’erano i sottotitoli  in inglese, altrimenti non staremmo qui a scrivere di questo docufilm che ancora non ci è dato di goderne in lingua italiana.
Era la primavera del 2015, mi trovavo dalle parti del Lichblick Kino, Kastanienallee, Berlino. Vengo attratto da una locandina gialla con su scritto B-Movie, ok, fa freddo, entriamo.

Mi ritrovo come d’incanto negli anni ’50, il Kino nient’altro è che un corridoio con una trentina di sedie… me-ra-vi-gli-o-so!
Mi siedo accanto ad altrettanti crucchi e, con una puntualità che avevo dimenticato, lo schermo si illumina e il sonoro ti avvolge. Mi rendo conto quasi subito di essermi fortunatamente imbattuto in qualcosa di speciale: tutto ha inizio in Inghilterra, fine anni ’70, dove impazza la New Wave e il protagonista (il musicista Mark Reeder) decide a 22 anni di lasciare l’isola per scoprire il panorama musicale continentale, destinazione Berlino, con sé solo un’uniforme militare ed un giradischi. Giunto a destinazione amaramente scopre che anche Berlino è intrisa di Joy Division & co.

Decide quindi di avventurarsi nei “trucidi” club della West Berlin per trovare il succo della Kraut Music. Qui si entra nel cuore della follia anni ’80 in quella porzione di città che non fa notizia, zittita dai numerosi e modaioli documentari sulla Ost Berlin.

Veder scorrere uno dopo l’altro dei giovani Nick Cave, Blixa Bargleld e i suoi Einsturzende, David Bowie, Gudrum Gut, Nena, Chistiane Vera Felscherinow (sì, proprio quella dello zoo), New Order, Keith Haring, i Malaria, Westbam e via dicendo, sullo sfondo decadente della noiosa West B è una manna, un Brainoise puro.
In 92 minuti si presenta ai nostri occhi (e alle nostre orecchie)  un excursus sulla pop-culture tedesca anni ’80, quella fucina di sperimentazione che conosciamo bene poi il peso che ha rappresentato per la musica a seguire.

Si alternano filmati ed interviste originali dell’epoca con girati più moderni, torna alla mente il 24hour party people dove Tony Wilson cavalca lo stesso decennio, ma a Manchester, dove la New Wave si trasforma in musica dance. Anche qui infatti il Kraut Rock approda al genere elettronico (vedi il finale epico con Westbam che “gira i dischi” alla Love Parade).

Lo spaccato che ci restituisce Lust and Sound in West Berlin ripercorre ovviamente anche le vicende legate al Muro, alla sua caduta che, nonostante siano state numerose le contaminazioni, inesorabilmente farà uniformare le 2 culture fino ad allora separate dal cemento.
Da non perdere la scena dove il protagonista ruba un taxi e di notte carica una serie di personaggi così forti che ti viene la voglia di tornare indietro di 40 anni e trasferirti a Berlino per rivivere di persona tutto questo, soprattutto quando a raccontartelo è un inglesaccio in uniforme militare!

Tra i tanti documentari sui panorami musicali visti finora B-Movie sembra sicuramente uno tra i più riusciti, crudo, con tanta buona musica (…con un cast del genere però viene in mente lo slogan ti piace vincere facile…).

Nel frattempo la nostra speranza è che ne facciano una versione in italiano, altrimenti accontentatevi dei sottotoli in inglese!

B-Movie: Lust & Sound in West-Berlin 1979-1989
Un film di Jörg A. Hoppe, Heiko Lange, Klaus Maeck. Con Blixa Bargeld, Gudrun Gut, Annette Humpe, Mark Reeder Documentario, durata 92 min. – Germania 2015.