Caffè Rosso, Venezia

Ho sempre pensato che gli ultimi 20 minuti di “Only lovers left alive” fosse una delle parti più belle e intense del film. L’ho visto più e più volte, rimanendo rapita dalle musiche, dagli ambienti, dai personaggi, dai dialoghi… Resto sempre incantata dalla scena in cui Adam si avvicina estasiato dalla voce di Yasmine, la cantante Libanese, dal suono che aleggia nel vicolo e dall’atmosfera del locale in cui ha luogo il concerto.

A volte sembra che certi posti, certe atmosfere, siano possibili solo in Medioriente, ma oggi, rivedendo il film, mi sono ricordata di un posto caldo e accogliente in cui sono incappata un paio di anni fa verso il finire di una piovosissima giornata di agosto trascorsa a rincorrersi per le affollate calli di Venezia.

Preceduta da un “indigeno”, prima di arrivare alla stazione, ci prendiamo una pausa a Campo Santa Margherita: “vi vanno una bibita e un tramezzino?” Entriamo in questo piccolo gioiello, dall’insegna liberty posta sopra una bella vetrata che si affaccia su Campo Marghera.

Caffè, riporta l’insegna: piccoli tavoli grondanti all’esterno e, all’interno, pochi tavoli tondi che ospitano veneziani e qualche turista alla ricerca di un posto speciale. Prendiamo il tramezzino e la bibita seduti in un piccolo tavolo accanto a un bellissimo specchio contornato da stucchi stile liberty, originali come tutto ciò che arreda il caffè, che scopro, poi, essere uno dei caffè storici di Venezia.

Il suo nome è Caffè Rosso e ha il sapore di un pezzo dei Goldfrapp, tanto è avanguardia e modernità. I ragazzi al bar sono vestiti con una t-shirt e dei jeans, niente a che vedere con la pompa di cui si riempiono certi posti, per l’appunto, storici. Sul bancone fa bella mostra di sé una bellissima vecchia macchina del caffè in rame e ottone.

Me ne sto lì ad osservare i fregi che contornano gli specchi e le pareti e mi gusto l’aria di tempi neanche tanto andati, aiutata dall’atmosfera bohémiènne che trapela da ogni angolo. L’atmosfera è frizzante e stimolante, la musica ricercata e la gente figa, di quella che la guardi in faccia e sai che ne ha di cose da dire. La semplicità con cui vedo muoversi gli habitués al suo interno è indice di apertura e creatività, cosa che è difficile trovare, soprattutto in posto invaso costantemente da “voyeur”, quelli che ciholafotodavantiarialtoesopraallagondolachefigaata! Ti dà la sensazione di sedere un po’ ai margini di quella Venezia bistrattata e invasa, di avere il privilegio di trovarsi nella vera Venezia, quella mitteleuropea, dei salotti e delle avanguardie, quella della gente che vi risiede e che d’inverno gira costantemente con gli stivaloni da pioggia.

Caffè Rosso è luogo d’arte, musica e poesia, di gentilezza e modernità. Vale la pena di un viaggio e di una bella camminata sotto la pioggia battente veneziana.

Io ci tornerò per godermi l’ottimo spritz.

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