A man within | The W. S. Burroughs DOC

Tutti più o meno conosciamo Williams Seward Burroughs, spericolato sperimentatore di ogni droga si trovasse sul pianeta, tanto da meritarsi l’appellativo di “farmacologo camminante” o “enciclopedia medica umana” e in tanti si sono stupiti di come caspita sia vissuto così a lungo…

Colui che insieme ad Alllen Ginsberg e Jack Kerouak è definito tra i padri fondatori della cosiddetta Beat Generation,  quel movimento socio-culturale-filosofico tutto americano a cavallo tra gli anni ’50 e i ’60, definito come “una patata bollente nel culo del bianco, corretto e ricco sistema americano”.

Notizie biografiche di Burroughs le trovate un po’ ovunque, oggi invece vogliamo soffermarci sul documentario A man within, diretto da Yony Leyser, uscito nel 2011 negli USA. Elemento che rende interessante il documentario è la presenza narrativa di personaggi del calibro di Thurston Moore, Lee Ranaldo, Devin McNulty, John Bellows, Laurie Anderson, Iggy Pop, Patti Smith, David Kronemberg (che ha girato poi il controverso Pasto Nudo), John Waters, Gus Van Sant, Genesis P-Orrdige e tanti altri.

La narrazione è invece affidata a Peter Weller (sì, quello di RoboCop) che ci porta con voce calda all’interno delle follie di William.

Nato da una famiglia “bene”, nei rispettosi e bigotti anni ’50 Burroughs ha invece intrapreso la sua strada “diversa”, sempre in conflitto con le leggi e l’establishment, visse sempre ai bordi, divenne amico degli indios e dei coyote, amante dei serpenti e delle armi (uccise la prima moglie sparandole con l’intenzione di imitare Guglielmo Tell…), inconsapevole autore di battaglie omosessuali in un periodo non proprio accondiscendente con la comunità gay.

Il suo rapporto con le droghe è entrato di prepotenza in tutta la sua produzione artistica, letteraria, pittorica, fornendo nuovi chiavi di lettura, fino ad allora inesplorate, che hanno portato Burroughs a essere definito come uno dei migliori scrittori americani del secondo dopoguerra. Naked Lunch (pasto nudo) è stato classificato come uno dei libri da leggere del ‘900, libro che è stato l’ultimo della storia editoriale degli States ad essere stato bloccato dalla censura.

Lui non ha mai voluto essere etichettato e quando gli si chiedeva quale fosse la sua forma d’arte, la risposta principale era “non lo so”, era un gioco.

Seppe comunque rompere molte barriere, influenzò anche artisti musicali che presero spunto dalla sua produzione (vedi l’Heavy Metal, i Soft Machine) idolo del neonato Punk Rock, tanti, troppi ne rubarono citazioni per i loro brani.

Insomma Burroughs era La psichedelia prima che esistesse la psichedelia, attraversando più di tre decadi come una freccia senza controllo.

Vi lasciamo con due citazioni memorabili:
“I morti sono meno pericolosi dei vivi” e “Amore? Cos’è? La cura del dolore più naturale che esista, l’amore.”

Ora se avete un’oretta, godetevi il documentario.

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